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L'ha chiarito il Ministero della giustizia, Dipartimento per gli Affari di Giustizia, con circolare del 13/03/2015, n. 2309, indirizzata alle cancellerie dei Tribunali.
- Quanto al contributo unificato:
S'è chiarito che l’intervento del Pubblico Ministero consiste solo in una verifica "amministrativa" che, in coerenza con la ratio del d.l. 132/2014 (che ha operato una ampia "degiurisdizionalizzazione”), non può comportare il pagamento del contributo unificato. S'è detto, in particolare, che il Pubblico Ministero verifica l’accordo dei coniugi depositato dagli avvocati e si limita, qualora non ci siano figli, ad un nulla osta formale se non ravvisa irregolarità, oppure ad una autorizzazione qualora ci siano figli minori o maggiorenni incapaci o portatori di handicap gravi o non autosufficienti. Stante la natura non giurisdizionale dell'intervento del Pubblico Ministero (finalizzato al prodursi, per via non giurisdizionale, della separazione personale, o dello scioglimento del matrimonio, ovvero della cessazione degli effetti civili delmatrimonio religioso, oppure della modifica delle condizioni di separazione o di divorzio), è parso ovvio che le parti non siano tenute a versare alcun contributo unificato al momento del deposito dell'accordo all'ufficio competente. Il dubbio era stato sollevato dalla Corte di Appello di Milano.
- Quanto alla sospensione dei termini processuali nel periodo feriale: S'è chiarito che essa non è applicabile per la medesima ragione della natura non giurisdizionale della procedura di negoziazione assistita.

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