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La Legge di stabilità 2015 (legge n. 190/2014), dall’1/1/2015, ha aggiunto un nuovo caso di negoziazione assistita "obbligatoria" (condizione di procedibilità della domanda giudiziale) ai casi già previsti dal d.l. n. 132/2014. Si tratta delle controversie in materia di contratto di trasporto o di sub-trasporto. 

 Dispone, infatti, l'art. 1, comma 249, della legge 190/2014:
"Costituisce condizione dell'esercizio in giudizio di un'azione relativa a una controversia in materia di contratto di trasporto o di sub-trasporto l'esperimento del procedimento di negoziazione assistita da uno o più avvocati di cui al capo II del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, cui si rinvia per la disciplina del procedimento stesso. Se le parti, con accordo o nel contratto, prevedono la mediazione presso le associazioni di categoria a cui aderiscono le imprese, la negoziazione assistita esperita si considera comunque valida. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano per l'attivazione dell'azione diretta di cui all'articolo 7-ter del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286.". 

(Questo il testo del richiamato art. 7-ter del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286:
"Disposizioni in materia di azione diretta.
1. Il vettore di cui all'articolo 2, comma 1, lettera b), il quale ha svolto un servizio di trasporto su incarico di altro vettore, a sua volta obbligato ad eseguire la prestazione in forza di contratto stipulato con precedente vettore o direttamente con il mittente, inteso come mandante effettivo della consegna, ha azione diretta per il pagamento del corrispettivo nei confronti di tutti coloro che hanno ordinato il trasporto, i quali sono obbligati in solido nei limiti delle sole prestazioni ricevute e della quota di corrispettivo pattuita, fatta salva l'azione di rivalsa di ciascuno nei confronti della propria controparte contrattuale. È esclusa qualsiasi diversa pattuizione, che non sia basata su accordi volontari di settore
.")

 Ebbene, cosa significa la disposizione dell'art. 1, comma 249, della Legge di stabilità'  2015 per cui "Se le parti, con accordo o nel contratto, prevedono la mediazione presso le associazioni di categoria a cui aderiscono le imprese, la negoziazione assistita esperita si considera comunque valida" ?  ... (continua cliccando su "Leggi tutto")

Certamente non può intendersi nel senso che la professionalità d'avvocato nella tutela dei diritti attraverso lo strumento della negoziazione assistita sia automaticamente riconosciuta alle associazioni di categoria cui aderiscono le imprese di autotrasporto e loro imprese clienti. Non può intendersi, cioè, nel senso che la procedura di negoziazione assistita possa esser sostituita dalla diversa procedura di "mediazione presso le associazioni di categoria a cui aderiscono le imprese" nel caso in cui quest'ultima procedura di mediazione sia prevista nel contratto di trasporto o in autonomo accordo tra le parti. Che debba essere la negoziazione assistita da avvocato a "prevalere", come condizione di procedibilità della domanda giudiziale, sulla mediazione mi pare ovvio perchè, ad altrimenti ritenere, la negoziazione assistita da avvocato, nell'ambito  delle controversie in materia di contratto di trasporto o di sub-trasporto, contraddicendo la ratio della novella che traspare dal primo periodo del comma 249, potrebbe esser, di fatto, una eccezione statistica, mentre la regola statistica potrebbe essere quella della mediazione presso le associazioni contrapposte di committenti e trasportatori (nelle quali non è ragionevole presumere la necessaria professionalità d'avvocato).

La disposizione in questione deve intendersi nel senso che, anche qualora le parti abbiano previsto, nel contratto di trasporto o in separato accordo, di ricorrere alla "mediazione presso le associazioni di categoria a cui aderiscono", se abbiano invece esperito la negoziazione assistita  da avvocato, quest'ultima procedura rimane comunque legittima. Se l’accordo a seguito di una procedura di negoziazione assistita non viene raggiunto, le parti non sono tenute a tentare anche la mediazione da loro prevista nel contratto di trasporto o in altro accordo.

Permane un dubbio: perchè mai si prevede, sempre nel suddetto comma 249, che " Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano per l'attivazione dell'azione diretta di cui all'articolo 7-ter del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286" (ossia nei casi in cui il vettore svolga un servizio di trasporto su incarico di un altro, a sua volta obbligato alla prestazione in forza di contratto stipulato con precedente vettore o direttamente con il mittente, inteso quale mandante effettivo della consegna) ? Perchè escludere l'obbligatorietà della negoziazione assistita nelle controversie in ordine alle quali sia consentita al vettore, per il pagamento del corrispettivo, l'azione diretta, di cui all’art. 7-ter del d.lgs. n. 286/2005, nei confronti di tutti coloro che hanno ordinato il trasporto ? Quale è la ratio dell'eccezione ?

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