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A proposito della parcella dell'avvocato che assista un coniuge nella negoziazione assistita finalizzata a separazione, divorzio o modifiche alle relative condizioni economiche, se le parti non hanno concordato un diverso importo quale compenso professionale, potrebbe essere utile indicazione quella fornita dalle tabelle parametriche del dm n.55/2014.
Occorrerà:
1) tener presente che, secondo la Cassazione (sentenze 22/1/2009, n. 610 e 20/4/1977, n. 1620), e secondo i giudici di merito (Trib. Napoli 30/7/2009), ai fini della liquidazione degli onorari di avvocato, le controversie in materia di separazione e di divorzio devono considerarsi "di valore indeterminato";
2) distinguere a seconda che il P.M., ritenga che l’accordo raggiunto attraverso la negoziazione assistita risponda o meno all’interesse dei figli (in caso lo ritenga non conforme all'interesse dei figli il P.M. trasmette l’accordo al Presidente del Tribunale, il quale fissa la comparizione delle parti).
Quindi, nel caso di nulla osta di regolarità da parte del P.M., mancando un una fase giudiziale in Tribunale e dunque mancando una prestazione "giudiziale" da parte dell'avvocato, il compenso di quest'ultimo potrà esser fissato riferendosi alla tabella 26 del d.m. n.55/2014 la quale riguarda le prestazioni di assistenza stragiudiziale per controversie di valore indeterminato:
•compenso minimo € 1.654,00;
•compenso medio € 3.308,00;
•compenso massimo € 5.954,00.
Nel caso di denegato nulla osta da parte del P.M., invece, potrà farsi riferimento alle prestazioni giudiziali d'avvocato di cui alla tabella 2 del dm n. 55/2014 e quindi:
• compenso minimo € 4.459,00
• compenso medio € 10.343,00
• compenso massimo € 19.327,00.

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