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Il Presidente del Tribunale di Termini Imerese ha adottato una interessante ordinanza (datata 16 marzo e depositata il 24 marzo 2015) in tema di provvedimenti adottabili dal Presidente del Tribunale dopo il "no" del P.M. all'accordo di separazione personale tra coniugi, raggiunto attraverso negoziazione assistita. Il P. M. non aveva dato l'OK all'accordo che una coppia, per separarsi, aveva raggiunto attraverso una negoziazione assistita. In particolare il P.M. aveva ritenuto che l'accordo non corrispondeva all'interesse economico dei figli, motivando con riguardo solo alla pattuizione relativa all'assegno di mantenimento dei figli che il marito si era impegnato a versare mensilmente alla moglie: l'importo di tale assegno non gli era parso "congruo rispetto al reddito dell'obbligato e al tenore di vita goduto in costanza di convivenza". Il Presidente del Tribunale di Termini Imerese, ha ritenuto di poter pervenire ad una autorizzazione dell'accordo anche contro il parere del P.M., motivando ampiamente le ragioni per le quali si deve ritenere che gli interessi economici dei figli siano, invece, adeguatamente tutelati dall'accordo di separazione concluso a seguito di negoziazione assistita, accordo che occorre esaminare -ha sottolineato- in tutti i suoi aspetti economici e non solo limitatamente all'importo dell'assegno mensile per mantenimento dei figli.

Tribunale di Termini Imerese, 16 marzo 2015 (sul potere del Presidente del Tribunale di autorizzare l'accordo di separazione tra coniugi valutandolo, contrariamente al parere del P.M., conforme all'interesse dei figli)

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