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( vedi anche "Sentenza Cassazione SS.UU. Civili n. 9529/2013"

e "Tribunale di Firenze 13/1/2015: ordinanza presidenziale su mediazione e patrocinio a spese Stato"

e "Corte costituzionale n. 276/2000" )

 L’art. 3 del d.l. 132/2014 stabilisce che "quando il procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda, all’avvocato non è dovuto compenso dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello stato". Si tratta di una norma di dubbia costituzionalità se intesa nel senso che al pagamento della prestazione professionale dell'avvocato non sia tenuto nè il cliente nè lo Stato. Si consideri, infatti: ... (continua cliccando su "Leggi tutto")

 1) il carattere obbligatorio della procedura di negoziazione assistita;

2) l'ampia portata dell‘art. 6, comma 2, del d.lgs. n. 116/2005, ove si stabilisce che il patrocinio a spese dello Stato garantisce anche "la consulenza legale nella fase conciliativa pre-contenziosa al fine di giungere a una soluzione prima di intentare un’azione legale".

A mio avviso, la richiamata disposizione dell'art. 6, comma 2, del d.lgs. 116/2005 può riferirsi anche alla negoziazione assistita obbligatoria e dunque una interpretazione costituzionalmente orientata (nel senso che anche alla negoziazione assistita sia applicabile l'istituto del "patrocinio a spese dello Stato") dell'art. 3 del d.l. 132/2014 è possibile e doverosa, richiamando gli articoli 3, 24, 2 della Costituzione (e ricordando anche l'art. 47 della Carta europea dei diritti fondamentali e la Direttiva 2002/8/CE.

Argomenti in tal senso possono trarsi anche: a) dalla ordinanza del Tribunale di Firenze, II sezione civile (Presidente Luciana Breggia), del 13/1/2015; b) dalla sentenza della Cassazione 9529/2013 (che ha ritenuto che l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato è efficace non solo per ogni grado e fase del processo ma anche per tutte le eventuali procedure derivate, comunque connesse, e che tra queste occorra comprendere anche "la fase della mediazione obbligatoria preprocessuale anche quando la mediazione, per il suo esito positivo, non sia seguita dal processo"); c) dalla sentenza della Corte costituzionale 276/2000).

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