Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

( vedi anche "Sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea in causa C-537/13, depositata il 15/1/2015" ) 

Perchè nei contratti standard di assistenza legale per negoziazione assistita da avvocato, se stipulati con una persona fisica che non agisce per fini che rientrano nel quadro della sua attività professionale, è bene stabilire termini e modalità di pagamento delle prestazioni professionali ?
E' bene perchè la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con sentenza del 15/1/2015 nella causa C-537/13, ha deciso che nei contratti standard di assistenza legale stipulati da un avvocato con una persona fisica che non agisce per fini che rientrano nel quadro della sua attività professionale la tutela del cliente deve essere una tutela rafforzata: in sostanza, se gli avvocati decidono di ricorrere, all’interno di un contratto, a clausole standardizzate, predisposte da loro o dai propri ordini professionali, sono poi tenuti a rispettare la direttiva 93/2013.
Questo il dispositivo della sentenza della Corte di giustizia: "La direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, deve essere interpretata nel senso che essa si applica ai contratti standard di servizi di assistenza legale, come quelli di cui al procedimento principale, stipulati da un avvocato con una persona fisica che non agisce per fini che rientrano nel quadro della sua attività professionale."
In considerazione dell’asimmetria informativa che ricorre tra l'avvocato e il suo cliente e ritenendo che quest'ultimo sia "la parte debole" del contratto di assistenza legale, la Corte di giustizia dell'Unione Europea, nella detta sentenza ha affermato che è necessario applicare ai contratti standardizzati di assistenza legale la direttiva 93/2013 sulle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori. Nei detti rapporti contrattuali il cliente dell'avvocato è stato riconosciuto "consumatore" e a sua tutela sono state riconosciute applicabili le regole Ue sulle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori. ...  (continua cliccando su "Leggi tutto)

La questione dell’applicazione della direttiva 93/13 ai contratti standard di servizi di assistenza legale va risolta, secondo la Corte di giustizia, tenendo conto che l’applicazione della direttiva non mina affatto “la specificità dei rapporti tra un avvocato e il suo cliente e i principi sottesi all’esercizio della professione di avvocato”.  Una conclusione che, secondo i giudici di Lussemburgo, non può essere inficiata dal fatto che gli avvocati sono tenuti al rispetto degli obblighi deontologici e alla riservatezza dei rapporti con i clienti. Per la Corte di giustizia, infatti, questo non è un ostacolo all’applicazione della direttiva alle clausole standardizzate dei contratti con gli avvocati. Di conseguenza, il giudice nazionale sarà tenuto ad applicare la direttiva e procedere all’interpretazione più favorevole al cliente del legale.
La decisione della Corte nella causa C-537/13, evidentemente, deve tenersi in gran considerazione da parte degli avvocati che si dedicano alla negoziazione assistita. Infatti, può in concreto atteggiarsi come contratto standard anche il contratto di assistenza legale che venga concluso in vista di una procedura di negoziazione assistita.
Si noti che la vicenda che ha dato luogo all'intervento della Corte di giustizia riguardava una controversia tra un avvocato ed un suo cliente tra i quali erano intervenuti contratti standard di assistenza legale nei quali i termini e le modalità di pagamento delle prestazioni professionali non erano stati disciplinati.

Pare utile evidenziare quanto argomentato dalla Corte di giustizia ai punti 19, 23, 26, 27, 31, 32, 33, 34 e 35 della sentenza. 

comments

Aggiungi commento

Chi invia commenti si assume la responsabilità del contenuto degli stessi.

Codice di sicurezza
Aggiorna